In Italia esiste, ed è piuttosto diffusa, un’arte urbana. Una forma della creatività umana a cui dare una definizione precisa diventa difficile. A raccontare questa forse poco conosciuta ma decisamente particolare sono Anna Fornaciari e Anastasia Fontanesi, già fondatrici di Travel on Art, che per Polaris Editore hanno realizzato una guida dal titolo “Street art in Italia. Viaggio fra luoghi e persone”.
Oltre 500 opere sparse in 58 località e 17 Regioni che consentono di avvicinarsi a un nuovo turismo on the road in cui si fondono viaggi e percorsi a cielo aperto in cui l’arte urbana, in continua evoluzione, crea legami invisibili e al tempo stesso indelebili tra territori e persone.
La guida propone 58 idee per viaggi on the road verso destinazioni che in qualche modo hanno modificato lo skyline delle città e dei borghi del nostro Paese.
La guida è una sorta di selezione in continua evoluzione di progetti che hanno una rilevanza artistica, sociale e con un potenziale impatto turistico.
Attraverso i racconti si accompagna il visitatore alla scoperta di itinerari meno battuti e poco conosciuti dell’Italia, che possono essere grandi città o piccoli borghi, dove però sono custoditi capolavori d’arte. Opere aperte a tutti, anche agli animali, che si possono ammirare senza un biglietto da pagare e senza preoccuparsi di orari di chiusura.
Nella guida sono presenti foto, aneddoti e consigli pratici per scoprire progetti di arte pubblica della cui esistenza il grande pubblico sa poco ma che hanno in qualche modo influito sui luoghi dove sono custoditi.
Il viaggio tocca, solo per citare alcune mete, il Parco Dora a Torino e i Quartieri Spagnoli di Napoli o i borghi come Camo, in Piemonte, e Stigliano, in Basilicata dove ci sono “più opere d’arte che abitanti”.
Le autrici hanno, inoltre, aggiunto che con Street Art in Italia “vogliamo raccontare il turismo culturale contemporaneo, evitando il mordi e fuggi, invitando ad approfondire i progetti non solo dal punto di vista artistico, ma anche culturale e sociale. Quando si parla di arte negli spazi pubblici infatti, non si può commettere l’errore di scindere l’atto artistico, dal territorio e dalle persone che lo abitano. Per questo, oltre a suggerire e condividere idee di viaggio, per noi è importante che questo libro racconti le persone, oltre ai muri”.

